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| aesp - agenzia ecclesiale per lo sviluppo e la sperimentazione pastorale | |||||||||||||||
Cosa diremo a Natale?23 dicembre 2010
E’ lontana dalla individualità delle persone cioè il loro continuo tentativo di essere capaci di gestire se stessi. E’ lontana dalla quotidianità sociale. Lavoro, sicurezza, futuro dei figli, qualità delle relazioni, gestione dello stress, mancanza di sostegni sociali. E’lontana dalla sensazione di oppressione culturale e politica, oppressione guidata dai poteri sempre più forti che cercano di riconquistare spazi in passato redistribuiti e che certo non chiedono il perdono dei peccati e a cui , in ogni caso, non si può donare senza un chiaro impegno di conversione. E soprattutto, sento di non possedere le categorie teologiche e spirituali per realizzare la mediazione necessaria a dare davvero speranza a coloro che verranno ad “ascoltare il Vangelo”. Sono temi e realtà troppo difficili da mediare con il solo sistema linguistico ereditato da Trento.Penso che dobbiamo avere il coraggio di mettere in evidenza che l’insieme del concilio vaticano II non sia stato sufficiente e il post-concilio non ci sta aiutando. Non vedo impegno nella comunità ecclesiale e soprattutto nelle sue guide (pastori, teologi, credenti adulti, capi di movimenti e associazioni) ad affrontare la fatica di “ridire la fede”. Troppa paura, troppi interessi contrapposti, ci stanno portando a farci perdere il coraggio di intuire il futuro ma, al contrario, ad accontentandoci del presente, anzi teorizzare l’utilità della separazione della fede dalla cultura. Sì, quanto ci “piace” non essere significativi, essere “separati” e inventarci una “settore culturale” tutto nostro dove rifugiarci e invitare la gente a nascondersi. Scriveva Paul Tillich già negli anni 1950: ”‘rilevante’ significa che il messaggio cristiano risponde agli interrogativi esistenziali dell’umanità di oggi. ‘Irrilevante’ significa che non vi risponde….La predicazione cristiana così come viene fatta oggi è in grado di dare risposta a questi interrogativi e a questo anelito ad un messaggio capace di guarigione?” [Tillich P., L'irrilevanza e la rilevanza del messaggio cristiano per l'umanità oggi, Queriniana [Pilgrim Press], Brescia [Cleveland] 1998 [1996], 40]. |
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“Educare alla vita buona del Vangelo”. Progetto di lettura dei nuovi orientamenti pastorali della Cei. Educazione, pastorale e famiglia
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Il primo annuncio nella
evoluzione dei documenti
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