Conferenza Episcopale Italiana

52a ASSEMBLEA GENERALE

Assisi, 17-20 novembre 2003

 

COMUNICATO FINALE

 

 

La 52a Assemblea Generale si è svolta ad Assisi, dal 17 al 20 novembre, presso la Domus Pacis in Santa Maria degli Angeli, in occasione del 750° anniversario della morte di Santa Chiara. Erano presenti 223 Presuli, tra ordinari, ausiliari ed emeriti, il Nunzio Apostolico in Italia S.E. Mons. Paolo Romeo, rappresentanti dei presbiteri, degli istituti di vita consacrata e delle aggregazioni ecclesiali, un gruppo di esperti, nonché alcuni parroci provenienti dalle diverse Regioni ecclesiastiche. I lavori - segnati da profonda commozione e partecipazione al dolore delle famiglie e del popolo italiano per le vittime dell’attentato terroristico di Nassiriya - sono stati dedicati quasi interamente al tema della parrocchia. Sono state anche ricordate le testimonianze eroiche di Annalena Tonelli e don Giampiero Gorzegno. Un particolare saluto è stato rivolto ai nuovi cardinali italiani membri della CEI, S.Em. il Card. Angelo Scola, S.Em. il Card. Ennio Antonelli, S.Em. il Card. Tarcisio Bertone, e a S.Em. il Card. Attilio Nicora, che ha svolto un lungo e apprezzato servizio nella Conferenza Episcopale. Un’attestazione di gratitudine è stata riservata al Sottosegretario Mons. Antonio Menegaldo, che ha lasciato la Segreteria Generale della CEI dopo quarant’anni di servizio. Nel corso di una sessione straordinaria, svoltasi il 19 novembre, il Consiglio Episcopale Permanente ha approvato lo statuto aggiornato dell’Azione Cattolica Italiana.

 

 

 

 

  1. Il tema principale dell’Assemblea: La parrocchia: Chiesa che vive tra le case degli uomini

 

La tematica principale affrontata dall’Assemblea è stata introdotta da una relazione teologico-pastorale, svolta da S.E. Mons. Renato Corti, Vescovo di Novara e Vice Presidente della CEI, e poi approfondita in lavori di gruppo. La riflessione sarà ripresa dal Consiglio Episcopale Permanente e dalle Conferenze Episcopali Regionali per trovare sbocco nell’Assemblea Generale di maggio 2004 in linee pastorali che dovranno collegare iniziazione cristiana e parrocchia.

Già la prolusione del Cardinale Presidente ha offerto un’articolata riflessione sulla parrocchia, ricordandone la capacità di adattamento manifestata nelle diverse condizioni sociali e storiche senza perdere di vista l’istanza centrale di “comunicare la fede al popolo concretamente esistente, compresi coloro che dalla fede e dalla Chiesa apparivano più lontani”. Il significato della parrocchia, infatti, richiama primariamente il rapporto tra la vita cristiana e il territorio che, pur non possedendo oggi il carattere “totalizzante” di epoche precedenti, si configura ancora quale spazio e ambito primario di socializzazione, meno selettivo di altri e aperto a persone ed esperienze tra loro diverse. Nell’attuale fase di cambiamento la parrocchia continua a costituire un punto di riferimento “naturale” per la crescita nella fede lungo le diverse tappe dell’esistenza, ma per assolvere a tale compito è chiamata a sviluppare una “pastorale integrata”, come l’ha efficacemente definita lo stesso Cardinale Ruini: una pastorale capace di generare integrazione tra parrocchie, tra varie realtà ecclesiali, in particolare con la diocesi. Una tale pastorale ha il suo fondamento non tanto nel cambiamento sociologico ma nell’essenza stessa del mistero della Chiesa che è comunione, che trae alimento dal mistero della Santissima Trinità; è il riflesso della comunione trinitaria che deve essere percepibile nella Chiesa, casa e scuola di comunione, orientata alla missionarietà e alla comunicazione della fede. In questo spirito, ha ricordato il Cardinale Presidente, si possono individuare alcune linee guida per aiutare la parrocchia ad assumere in concreto una configurazione missionaria: la formazione dei credenti a una fede consapevolmente missionaria; la valorizzazione e lo sviluppo dell’esistente; la centralità della pastorale degli adulti impegnati in una vera evangelizzazione degli ambienti e nell’educazione cristiana delle giovani generazioni. Al ruolo di presidenza e di responsabilità dei parroci, all’impegno del vicario parrocchiale e dei diaconi, animati da spirito di servizio e testimoni di fraternità, si è aggiunta la proposta di un inserimento ancor più ampio delle religiose nella pastorale parrocchiale, per favorire un rapporto capillare con le persone e le famiglie, nel segno dell’evangelizzazione e della prontezza al servizio.

La relazione di S.E. Mons. Corti, si è articolata in quattro capitoli essenziali, introdotti dalla premessa che il futuro della Chiesa ha bisogno della parrocchia quale luogo capace di generare alla fede nel quotidiano della vita. Dopo aver evidenziato che la parrocchia è chiamata a esprimere un rapporto vivo e costante con la vita della società in un determinato luogo e un tempo preciso, il relatore ha delineato il volto missionario della parrocchia, che offre a tutti itinerari di crescita nella fede e ai credenti sostegno spirituale nella normale vita quotidiana. Questa connotazione missionaria di servizio alla fede può aiutare la parrocchia a superare il rischio dell’autoreferenzialità come pure di configurarsi come “stazione di servizio”. Il tratto qualificante dovrà essere pertanto la centralità dell’evangelizzazione, intesa unitariamente come annuncio della parola, celebrazione dei sacramenti, vita di comunione, all’interno di un’azione pastorale che intende raggiungere persone oggi molto differenziate sotto il profilo della vita di fede: i catecumeni, cioè i non battezzati che desiderano ricevere il battesimo; i battezzati la cui fede è rimasta allo stadio della prima formazione cristiana senza giungere a vera maturità; coloro che si sono allontanati dalla partecipazione e dalla vita della Chiesa. Nel terzo capitolo della sua relazione S.E. Mons. Corti ha indicato i caratteri di una parrocchia in stato di evangelizzazione: l’Eucarestia centro del processo di crescita e suo momento costitutivo; il carattere strategico dell’iniziazione cristiana in generale, e quella dei ragazzi in particolare; lo stile di comunione e la consapevolezza della comune missione tra i soggetti pastorali, con gesti visibili di convergenza tra diocesi, parrocchie, associazioni di laici – con particolare riferimento all’Azione Cattolica Italiana –, movimenti, nuove realtà ecclesiali. Nel capitolo conclusivo il relatore ha elencato i soggetti responsabili della vitalità evangelica e missionaria della parrocchia: la comunità parrocchiale nel suo insieme; il Vescovo e i sacerdoti suoi collaboratori; i laici e le diverse forme di aggregazione che lo Spirito suscita nella Chiesa, incluse le varie forme di vita consacrata. Il richiamo alla testimonianza personale di vita, inoltre, continuerà ad essere il vero appello all’incontro con Cristo e al servizio autentico e generoso. In questa luce l’Assemblea ha ricordato come tale testimonianza abbia trovato significative manifestazioni nei sacrifici eroici di Annalena Tonelli, la volontaria uccisa il 6 ottobre in Somalia, e di don Giampiero Gorzegno, sacerdote della diocesi di Campobasso che ha sacrificato la propria vita per salvare in mare alcuni parrocchiani.

La riflessione dei Vescovi, sulla base di valutazioni concernenti i cambiamenti in corso nella società italiana, si incentrata sul compito pastorale della parrocchia. In particolare è stata evidenziata l’esigenza che la parrocchia interagisca con il territorio nel quale vive e che, curando la dimensione vocazionale dell’esistenza, possa diventare il luogo in cui si vive la vita secondo lo Spirito prima che il luogo dell’agire. Cuore della parrocchia è l’Eucaristia, celebrata dalla comunità la domenica, giorno del Signore, modello della vita e delle scelte della parrocchia nel campo dell’evangelizzazione, della liturgia e della carità. Con riferimento alle persone e alle condizioni di vita è stata sottolineata la centralità della famiglia, chiesa domestica, e l’attenzione alle attese dei giovani. Quanto al rapporto tra parrocchia e aggregazioni ecclesiali è stato auspicato un dialogo costruttivo che collochi queste ultime – e in particolare i movimenti e le nuove realtà ecclesiali – in funzione complementare con la pastorale parrocchiale, in modo che la loro peculiare identità diventi ricchezza per l’intera realtà comunità.

Il rilancio della parrocchia, in definitiva, prenderà avvio grazie alla valorizzazione della pastorale ordinaria, all’attenzione alla famiglia e al ruolo degli adulti, alla testimonianza semplice e coraggiosa nello spazio aperto della società.

 

 

  1. La riflessione nei gruppi di studio e il messaggio conclusivo

 

L’Assemblea ha dedicato ampio spazio alla riflessione e all’approfondimento nei gruppi di studio, nei quali, con i Vescovi, sono intervenuti esperti, rappresentanti dei presbiteri, in particolare parroci, degli istituti di vita consacrata e delle aggregazioni ecclesiali. Dopo una discussione generale sul tema, sono stati esaminati alcuni ambiti, che rappresentano passaggi fondamentali idonei a ridisegnare il volto della comunità: i processi di discernimento pastorale e i linguaggi di comunicazione della fede; la valorizzazione della radice battesimale e quindi della prospettiva vocazionale della vita cristiana; la domenica come scelta fondamentale e luogo costitutivo della parrocchia missionaria; la soggettività ministeriale della famiglia; la figura del parroco e dei sacerdoti suoi collaboratori, a formazione permanente dei sacerdoti e la fraternità presbiterale; le nuove forme di corresponsabilità, di partecipazione e di ministerialità dei laici; le associazioni e i movimenti ecclesiali come risorsa nella missione della Chiesa e il loro rapporto con la parrocchia; il radicamento della parrocchia nel territorio inteso non solo come rinvio a un luogo geografico ma soprattutto come riferimento ai diversi ambiti di vita delle persone; la proposta delle unità pastorali quale percorso da verificare per una pastorale integrata.

Al termine dei lavori assembleari i Vescovi hanno rivolto un messaggio alle comunità ecclesiali. In esso si sono impegnati a proseguire la riflessione avviata ad Assisi e hanno espresso ai parroci, ai vicari parrocchiali, ai sacerdoti tutti e ai diaconi permanenti apprezzamento, gratitudine e affetto. Di fronte alle trasformazioni in atto, i Vescovi riconfermano che la parrocchia, “Chiesa che abita tra le case degli uomini”, è strumento fondamentale per il cammino di fede delle persone, “cosicché il sentimento religioso e il bisogno di vicinanza prendano forma di una relazione personale e viva con Gesù Cristo e di un’autentica esperienza di comunione fraterna”. E’ responsabilità di tutti, si legge nel messaggio, conservare alcune peculiarità della parrocchia tra cui quella di essere Chiesa “radicata in un luogo” e di risplendere come “memoria viva” della presenza del Risorto. In conclusione i Vescovi auspicano che tutti possano “trovare nella parrocchia una casa dove abitare e nei sacerdoti, in particolare, dei padri e dei fratelli sempre disponibili ad accompagnare ciascuno in tutte le fasi della vita”.