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"Educare in famiglia, educare nella Chiesa. Quale dialogo possibile?"

Intervento di don Luciano Meddi ad Andria martedi 10 maggio 2011

Il recente documento dei vescovi Educare alla vita buona del Vangelo (4 ottobre 2010) ci invita ad una rinnovata azione educativa nelle comunità.


1. Il nuovo bisogno di educazione
Educare appartiene alla natura delle persone e delle società, avviene dentro la tradizione dei gruppi umani, tra bisogno, desiderio di libertà, interesse della società.
Per questo paideia è raggiungimento di un fine ma anche sviluppo di un fine
Nel nostro contesto l’educazione ha voluto superare l’importazione autoritaria per “equilibrare” la libertà e sviluppare la necessaria creatività delle nuove generazioni. Ma questo rapporto comporta la “solitudine” dell’io chiamato non a percorrere binari stabiliti ma a esercitare la libertà nel contesto della scelta dei valori.
Il primo capitolo (Educare in un mondo che cambia) ci ricorda che la socializzazione contemporanea non sembra riuscire a dare una forma autentica alla libertà delle persone. Sia sul piano psico-sociale, come religioso e valoriale. La società non ha più legami comuni; la chiesa non riesce a trasmettere il suo Vangelo.


2. Educare, parola plurale!
Aiuta la nostra riflessione e progettazione pastorale considerare la educazione come cammino fatto di molti aspetti (complessità) tra di loro interagenti. Il documento lo ricorda nel terzo capitolo (educare cammino di relazione e di fiducia).
- L’educazione ha bisogno di una trasmissione di cultura (valori e strumenti) per introdurre (iniziazione) le NG nella ricchezza della tradizione conquistata dalla passata generazione. È compito della famiglia, le agenzie primarie, ma anche o soprattutto dell’insieme del sistema della comunicazione sociale. Questo non sembra avvenire più in modo condiviso. Viviamo nel tempo del pluralismo educativo.
- La cultura ricevuta ha bisogno di essere riformulata dentro il proprio cammino di persona, soprattutto dei giovani, (acculturazione-inculturazione) attraverso il processo di distanza e riformulazione.
- Gli elementi della cultura (soprattutto i valori) orientano le persone se sono interiorizzati cioè integrati come centro del propri progetto di vita. Si realizza attraverso un cammino di coscientizzazione e comprensione delle risposte autentiche al bisogno di vita (compiti vitali) fino alla identificazione con essi (atteggiamenti). L’ideale è la fusione interiore e la contemplazione della vita.
- La vita quotidiana ha bisogno di molte abilitazioni (formazione) per affrontare i ruoli da svolgere e gli accadimenti (lavoro, coppia, famiglia, evoluzione della società e del corpo). La formazione avviene per ricerca e sperimentazione guidata da figure significative.
Iniziazione (socializzazione della cultura), acculturazione- rielaborazione, interiorizzazione-integrazione, formazione sono tappe e vie dell’educare.

3. La chieda educa
Il quarto capitolo ci ricorda che la chiesa educa attraverso molti soggetti, agenzie e itinerari (capitolo quarto: La chiesa, comunità educante)
La missione si compone di due compiti principali: l’annuncio della liberazione (Lc 4,16ss.) e la formazione dei discepoli (Mt 28).
Il compito educativo della chiesa porta a rendere idonei i fratelli (Ef 4) ma deriva anche dalla generazione dello Spirito (Rom 5). Si sviluppa tra il Discorso della Montagna e il Mistero Pasquale.
La comunità è il soggetto, il luogo, il contenuto, la via e lo scopo della educazione cristiana. L’educazione cristiana è un fatto che coinvolge tutti (pastorale integrata)
La tradizione ci ha trasmesso alcune tappe: la evangelizzazione, la iniziazione cristiana, la mistagogia o formazione cristiana permanente, la vita messianica della comunità.
Oggi stiamo rivedendo i processi dell’inizio del cammino (primo annuncio e iniziazione cristiana) ma anche della nuova evangelizzazione

4. La vocazione educativa della famiglia
Nel nostro contesto il documento ci invita a rivedere alcuni aspetti del rapporto famiglia e comunità (nn. 36-37).
La famiglia deve essere sostenuta a recuperare il ruolo generativo della educazione, a ridare “regole” di vita, a fare educazione come cammino ai valori, a introdurre le NG al linguaggio religioso.
Nella adolescenza la famiglia sostiene le NG nel loro senso critico e nella vera esperienza della vita cristiana attraverso una relazione aperta alla libertà e individualità della persona in crescita.
La comunità è chiamata a sostenere la famiglia con una pastorale della coppia e della famiglia, gruppi di aiuto, formazione del ruolo proprio della coppia, richiesta di politiche sociali
Esperienze e attività pastorali molto utili sono: la visita alla famiglia, le diverse forme di catechesi familiare, la Scuola Genitori, l’Osservatorio educativo territoriale e la istituzione di una Consulta educativa (cultura sociale della rete educativa).

 


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